Göz kırpmak significa letteralmente "battere le ciglia" o "fare l'occhiolino". È un'espressione affascinante che evoca un'immagine di comunicazione silenziosa e affettuosa.
In questa canzone, l'artista si rivolge a una persona cara che non c'è più, dicendo: "Yıldızlar içinde ara sıra bize göz kırparsın" (Ogni tanto ci fai l'occhiolino tra le stelle). Questa frase trasforma un semplice gesto in un simbolo toccante di presenza e ricordo, suggerendo che la persona amata continua a vegliare e a comunicare il suo affetto anche dall'aldilà.
In “Bugün Bayram”, Barış Manço mette insieme una festa e un’assenza. Una persona cara non c’è più: è “Sen şimdi uzakta / Cennette meleklerle” [Ora sei lontano, in paradiso con gli angeli], ma continua a vivere nei ricordi e nelle immagini del narratore. D’estate sembra cercarlo tra le stelle, mentre nei giorni freddi quella persona è ancora “kalbimi ısıtan en sıcak anısın” [il ricordo più caldo che mi scalda il cuore]. È un modo semplice e tenero per parlare di qualcuno che manca, senza cancellare il suo posto nella famiglia.
Poi arriva il ritornello, allegro e pratico: “Bugün Bayram / Erken kalkın çocuklar” [Oggi è festa, alzatevi presto bambini]. I bambini devono indossare i vestiti più belli, raccogliere fiori freschi di campo e soprattutto “Üzmeyelim bugün annemizi” [non facciamo dispiacere oggi alla mamma]. Qui bayram indica una festa tradizionale, un giorno in cui la famiglia si riunisce e si fanno visita. Però anche la festa porta un velo di tristezza: “Bayramlarda hüzünlenir melekler” [nelle feste gli angeli diventano tristi]. I fiori, allora, servono a consolare la mamma e a chiederle perdono o affetto: “Gönül alır bu güzel çiçekler” [questi bei fiori fanno pace e conquistano il cuore].