Endeusado significa 'deificato' o 'divinizzato'. È una parola forte e non comune che eleva qualcuno o qualcosa a uno status quasi divino.
Nel contesto della canzone, Arlindo Cruz la usa per criticare come, a volte, in un mondo pieno di inganni, chi tradisce possa essere 'endeusado', cioè amato e venerato, invece di chi fa il bene. Questo uso ironico e profondo rende la parola particolarmente interessante e memorabile.
Hai presente quelle canzoni che ti fanno venire voglia di essere una persona migliore appena parte il primo accordo? Ecco, O Bem del maestro brasiliano Arlindo Cruz è proprio questo: una carica pura di samba che parla dritto al cuore. Il testo non usa giri di parole. Ci ricorda che fare del bene illumina i sorrisi, offre riparo e allunga la mano a chi è in difficoltà: «O bem é o verdadeiro amigo / É quem dá o abrigo / É quem estende a mão» («Il bene è il vero amico / È chi dà rifugio / È chi tende la mano»). Arlindo descrive senza filtri la realtà che ci circonda, definendola «um mundo de armadilhas e pecados» («un mondo di trappole e peccati»), dove a volte chi tradisce viene persino applaudito o considerato un idolo («endeusado quem é traidor»).
Ma invece di buttarsi giù o cedere al cinismo, il brano rilancia con una certezza solare: finché il sole brilla e c'è la luna di notte («Se a luz do sol não para de brilhar / Se ainda existe noite e luar»), il male non può vincere. Una chicca per il tuo vocabolario: nota la parola «desamor» (la mancanza d'amore o l'indifferenza). Arlindo dice che il bene serve proprio a cancellare questo vuoto. Chi ha fede risponde con un bel «amém» («amen»), perché alla fine l'equazione è semplicissima: ognuno di noi ha il potere di costruire un mondo di pace, basta solo scegliere di fare del bene ogni giorno.