Na amen significa "per sempre" o "eternamente". È un'espressione interessante perché combina il polacco "na" (su/per) con la parola "amen", che ha radici ebraiche e un significato universale di affermazione e finalità.
Nel contesto della canzone, sanah usa questa frase per esprimere un impegno duraturo e incondizionato, promettendo di essere presente "per sempre" attraverso le difficoltà e le tempeste della vita. È un modo potente e un po' insolito per dire "per sempre" in polacco, rendendolo memorabile.
In “Kapitan”, sanah racconta una fuga a due attraverso la stanchezza, la paura e le tempeste della vita. L’uomo dagli “occhi blu, puliti dalle lacrime” ha il cuore che torna a battere forte, anche se prova a soffocare i pensieri con whisky e gin. La sua vita “soffia sempre contropelo”, un’espressione che indica una vita difficile, piena di ostacoli. Per questo lancia una moneta e lascia che sia il destino a decidere: prima di diventare davvero se stessi, bisogna attraversare il dolore e trovare il coraggio di ricominciare a vivere. Il “capitano” del titolo sembra la figura che dovrebbe guidare la nave, ma nella notte, quando arrivano le lacrime e manca la forza, non si sa più dove sia. È un’immagine un po’ drammatica e anche teneramente assurda: allora i due decidono di partire lo stesso, prima dell’alba.
Il cuore della canzone è una promessa semplice e fortissima: “Będę przy tobie na amen” [sarò accanto a te per sempre, alla lettera “fino all’Amen”]. Insieme, i due non temono le tempeste e rimandano il pianto: “Na płacz jeszcze mamy czas” [per piangere abbiamo ancora tempo]. Non contano soltanto i diamanti, il canto, il trionfo o una corona; contano anche la fragilità, gli occhi stanchi e la scelta di restare. L’ultima promessa elimina ogni condizione: “W triumfach, w klęskach / Na amen ty i ja” [nei trionfi e nelle sconfitte, per sempre tu e io]. È una canzone sul partire quando si è ancora stanchi, con la certezza che almeno non si dovrà affrontare il mare da soli.