Malédictions significa 'maledizioni'. È una parola forte e drammatica che non si trova spesso nelle canzoni pop, rendendola particolarmente interessante.
Nel contesto di "Ma Meilleure Ennemie", Stromae la usa per descrivere una relazione complessa e contraddittoria. Canta "La plus belle des malédictions" (La più bella delle maledizioni), esprimendo come qualcosa di apparentemente negativo possa essere allo stesso tempo affascinante e irresistibile, un ossimoro che cattura perfettamente il tema della canzone.
Hai presente quel tipo di relazione tossica da cui non riesci proprio a staccarti? In "Ma Meilleure Ennemie", l'artista belga Stromae fa squadra con Pomme su una base dance per raccontare esattamente questo paradosso. Il testo parte subito senza filtri: "Je t'aime, je te hais" (Ti amo, ti odio). I due cantanti descrivono l'altra persona come "la meilleure chose" (la cosa migliore) e contemporaneamente "la pire chose" (la cosa peggiore) mai successa nella loro vita. È un contrasto continuo tra benedizione e maledizione, dove persino sentire il nome dell'altro fa male.
La parte più ironica e amara arriva quando Stromae stravolge un famoso proverbio francese. Il detto originale recita "mieux vaut être seul que mal accompagné" (meglio soli che male accompagnati), ma qui lui canta l'esatto opposto: "Plutôt qu'être seul, mieux vaut être mal accompagné" (Piuttosto che stare da solo, meglio essere male accompagnato). Si cita anche la classica regola di tenere vicini gli amici e ancora più vicini i nemici ("Soit près d'tes amis... Mais aussi encore plus près d'tes adversaires"), solo per concludere con un disperato ordine di fuga: "Fuis-moi, le pire, c'est toi et moi" (Fuggi da me, il peggio siamo io e te).